Assemblea: personale della scuola e genitori sulla riforma

L’assemblea sindacale dell’I.C.Via delle Carine invita tutti i genitori a partecipare all’assemblea indetta per mercoledì 29 aprile 2015 alle ore 15,00 nell’aula magna dell’istituto. Si discuterà della riforma della scuola in discussione alla Camera, di cui al volantino qui sotto:

A PROPOSITO DEL DDL RENZI-GIANNINI SULLA SCUOLA NOI DELLE CARINE PENSIAMO CHE…

 L’assemblea sindacale dell’I. C. Via delle Carine, in merito al DDL n. 2994, “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti“, comunemente detto “La buona scuola”, presentato dal Governo alla Camera il 27 marzo u.s., esprime una valutazione fortemente negativa su una cosiddetta riforma della scuola che è perfettamente in linea con le precedenti riforme Berlinguer-Moratti-Gelmini, per le seguenti ragioni:

– La menzogna a proposito dei finanziamenti destinati alla scuola: invece di aumentare, come propagandato dal governo, sono in diminuzione, come dimostra il Documento di Economia e Finanza 2015 (DEF) appena approvato, che conferma il taglio della spesa per l’istruzione nei prossimi cinque anni (dal 3,7% al 3,5% del Pil; e nel quindicennio successivo calerà ancora).

– La totale esclusione del personale ATA, non preso in considerazione dal DDL, personale che è invece fondamentale sia per il normale funzionamento della scuola, sia per il “potenziamento dell’offerta formativa” e “l’apertura pomeridiana delle scuole” che il DDL prevede senza però indicare chiaramente con quali risorse umane e finanziarie.
 La pressoché totale esautorazione degli Organi Collegiali nei processi decisionali della scuola. Il Collegio Docenti e il Consiglio di Istituto conservano un ruolo soltanto consultivo e perciò tutte le attuali componenti degli organi collegiali (genitori, studenti della scuola secondaria di II grado e docenti) saranno escluse dalla gestione partecipata della scuola. Tutto il potere decisionale viene attribuito interamente al Dirigente Scolastico, unico responsabile “delle scelte didattiche e formative” indicate nel “Piano Triennale dell’Offerta Formativa” e del conseguente “Organico dell’Autonomia”, “funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale”.
– L’attribuzione al Dirigente Scolastico della facoltà di conferire incarichi per chiamata diretta al personale docente, attingendo ad “albi territoriali”, con incarichi “di durata triennale rinnovabili”.
 La creazione di “albi territoriali”, cui inizialmente sono destinati i soli assunti a partire dal prossimo anno scolastico, ma nei quali confluiranno tutti i docenti di ruolo interessati dalla mobilità territoriale e professionale, ossia tutti i docenti trasferiti,ma anche i soprannumerari e a lungo andare tutti i docenti. A ognuno verrà infatti estesa la disciplina dell’incarico triennale per chiamata diretta del Dirigente.
 La conseguente esclusione, per i docenti, della possibilità di richiedere le singole scuole per i trasferimenti, e la progressiva precarizzazione di tutto il personale insegnante (che confluirà negli albi territoriali e sarà soggetto alla chiamata diretta dei dirigenti in ambito regionale, senza possibilità di scelta e sulla base di un curriculum personale la cui funzionalità non può essere che dubbia).
– L’ambigua e anticostituzionale logica meritocratica affidata nelle mani del solo Dirigente Scolastico che potrà assegnare ai docenti “meritevoli” (i cui criteri non sono mai definiti) una somma, definita “bonus”  della cui entità peraltro il DDL non fa menzione. La cosiddetta autovalutazione della scuola verrebbe così a risolversi in un meccanismo premiale rivolto ai singoli docenti con decisione unilaterale ed esclusiva del Dirigente (e di uno staff a lui sottomesso).
– L’esclusione dal “piano straordinario di assunzioni” per l’anno scolastico 2015/2016 di coloro che, pur in possesso di abilitazione e con più di 36 mesi di insegnamento alle spalle, non sono inclusi nelle graduatorie ad esaurimento (GAE), in contraddizione con la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26/11/2014 che ha dichiarato illegittima la reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi così come il divieto di assumere per supplenze annuali.
– L’ingresso di fatto dei privati nelle istituzioni scolastiche, che con i loro finanziamenti possono facilmente condizionare le scelte dirigenziali.
– La legittimazione del finanziamento pubblico delle scuole private, sotto forma di detrazioni fiscali (oneri a carico dello Stato).
 La creazione di scuole “ricche” e scuole “povere” grazie al cosiddetto “school bonus” e alla logica del 5 per mille, per cui in assenza di risorse pubbliche ogni scuola vivrebbe solo della “generosità” delle famiglie e della consistenza del portafogli di chi le frequenta.
 La legittimazione dello sfruttamento del lavoro gratuito minorile a favore delle aziende private e pubbliche, con la logica e il consistente numero di ore destinato all’alternanza scuola-lavoro negli ultimi anni delle scuole superiori.
 
Pertanto i lavoratori dell’Istituto richiedono l’immediato e totale ritiro del provvedimento in discussione alla Camera dei Deputati, l’assunzione di tutti i precari e l’apertura di un confronto che su questi temi coinvolga realmente il mondo della scuola.
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